Da ottimo umano collaterale -quale sono- sto assumendo sempre più le metaforiche sembianze di terra sotterrata, morbidamente serrata e confusa tra zolle zitte e impassibili, assolutamente non sfiorata da alcun graffio di sole: da ieri, ho notato, tale cappio mi punge in misura inaspettatamente eccessiva. Dentro la mia scatola cranica, attualmente, una qualche serie di conflitti (con tanto di sfrigolii e scintille) sta sicuramente avendo luogo: a momenti di acuminata aggressività (sopra i quali progetto di dilaniare e ingurgitare l’esistenza cruda) seguono, a distanza d’attimi, paludi temporali di stasi orizzontale, affogando nelle quali persino l’adottare eventualmente lo stile di vita del lichene appare vano.
Conscio di questo dirupo inestinguibile, ieri ho decretato la fine (o per lo meno, l’inizio della fine) dei miei giorni da quasinullafacente: volendo emigrare all’estero per divenire uno scienziate (come direbbe Fernandello) ed esibendo -nemmeno troppo celatamente- un disprezzo pressoché totale nei confronti e dell’obitorio detto mondo nel quale ingrassiamo poco a poco i vermi, e dei coetanei che mi zampettano vivacemente attorno (simili a macchie di scarafaggi inseguiti da ciabatte animate), è bene che io smetta di tritare il mio prezioso tempo nel niente. D’altra parte, urge che io studi e/o legga in continuazione tomi relativi alla via accademica che ho intrapreso (giusto per indicarvi un unico astro in un arco celeste quasi infinito, vi suggerisco che si tratta dell’antropologia), sia che mi servano a breve o a lungo termine. Da questo golfo di inconsciamente disperati io devo elevarmi, ho come un appetito di aggirarmi tra crani non casualmente presenti all’interno di una facoltà universitaria.
Apparirà forse chiaro a molti che lo schema che ho (forse inconsapevolmente) tracciato e che sto tentando di riflettere sulla mia concreta esistenza è riassumibile nella seguente formula:
Umanità + Gomesio = Veleno risaputo
Mentre invece, forse, vorrei verificare questa candida ipotesi:
Umanità forbita + dottrine precise + Gomesio = Farfalle? Biscotti? Sorrisi?
o quasi certamente ulteriori bare. Dopotutto, che l’avvenire (sintopicamente, sincronicamente e diacronicamente inteso) sia una geometrica parata di catafalchi non è un segreto, e anche se divenissi papa -o semplicemente ricco, sano e bello- nulla cambierebbe veramente; tuttavia, intriso di scienze e mischiato ad altri dissociati a me pari, forse l’attesa della fine del sole sarebbe meno ruvida.
Sempre per erudirvi brevemente sulle mie ultimissime vicende socialmente rilevanti, stilerò una brevissima lista:
-multa di 148 euro (che ovviamente pagherò con i miei unici risparmi) per essere stato scovato (praticamente fermo al semaforo) a urlare al cellulare a mia madre guidando il SUV dei miei datori di ‘lavoro’;
-successiva ed immediata febbre a 40, con incubi notturni in cui il mio ruolo era quello di una specie di boscaiolo/demiurgo il quale sistemava rocce e picchi montani (in pratica, a un certo punto, mi ‘svegliavo’ e ancora incosciente giravo e rigiravo il mio cuscino, da bravo boscaiolo/demiurgo);
-tristezza infinita per l’assenza di un mio interesse nella ricerca della velenosa D.;
-successiva atarassia nei confronti dell’universo;
-successiva nuova crisi di mestizia.
La mia vita è una soffitta perennemente dimessa e dimenticata.
